Blog-SeGnalato Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza periodicità. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001. Alcune immagini sono tratte dal web, in caso di problemi avvisate e saranno immediatamente rimosse LIFE ON MARS
LIFE ON MARS qualcosa simile alla Terra, all'Uomo, alla sua Vita, alla sua Morte, al suo Ciclo di rinascita e di distruzione fino alla fine per poi ricominciare.
venerdì, 09 febbraio 2007

santa caterinaIl deserto era il primo segno che muoveva familiarmente il mio sentimento e la mia fantasia.

Avevo 13 anni e  quello era il mio primo viaggio all’estero con mio padre.

Quando ho visto il deserto, ho sentito il battito della vita dell’Uomo trascorrere nel tempo; la memoria e la rivelazione divina.

Vedevo il giallo, l’avorio della sabbia, il vento del cielo e la tremula nebbia del miraggio, che offuscava gli occhi e li tratteneva nella visione. L’incanto del silenzio e dell’immobile, la sabbia  attraversava tutta la mia anima ed io mi sentivo a casa.

Sulla pista, il ricordo ancora di quella moto che lasciava la sua scia indelebile dentro la mia memoria.

E’ stato amore.

E’ stato amore l’incontro con i beduini e le loro caprette, il tea dentro i bicchierini di vetro colorato ed il karkadè rosso….

Il deserto, con i suoi granelli di sabbia, mi entrava nel sangue e dentro l’anima

e da allora è stato il mio soffio di vita.

L’ ho amato per tanti anni

e per questo sono lieta di ogni sacrificio che mi chiedo,

per questo, perchè non muoia il senso libero della mia anima spiegata al sole mentre vedo me stessa dirigermi verso la montagna di Dio

dove Mosè scrisse le sue tavolette,

il monte Sinai,

il Monte,

in arabo il Gebel. E poi il monastero di Santa Caterina, il più antico monastero cristiano dei padri.

E’ lì che ho aperto gli occhi verso il passato, il presente ed il futuro.

E’ lo spazio infinito del silenzio che ha aperto la mia percezione al divino.

E’ il bianco del suo muro di cinta.

 E’ il ricordo di quel cammino verso l’altro da me,

nell’ udire la voce di Dio che detta i suoi comandamenti all’Uomo che sa ascoltare,

che ha scolpito segni indelebili sul mio cammino,

come su quelle tavolette, intarsiate, lavorate, pietra su pietra;

forte e sapiente, piena di grazia ed amore, è il ricordo della luce

che creò il cielo, l’ acqua, la terra e l’uomo.

E’ il destino dell’umano che si sposa con il divino.

E’ orma, mappa, segno che si cancella al passaggio del vento

ma non al passaggio della mano che raccoglie il senso di ciò che è esistito,

in un tempo ed in uno spazio,

come un’immagine dentro la memoria,

come “vedere un Mondo in un granello di sabbia,

e un cielo in un fiore selvatico, Tenere l’infinito nel palmo della mano

e l’Eternità in un’ora.”

                                                      Johnny Cash - Hurt

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 I aka myself

 

 

 

 

 

 

 

postato da gracel alle ore 11:42 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: sinai


lunedì, 05 febbraio 2007

 

tearsCome l'ossigeno, ci innalza verso i cieli, s’insinua dentro i pori della pelle ….tutto quello che ci serve è amore!

 

 

The greatest thing you'll ever learn is just to love and be loved in return!

(ovvero: La cosa più grande che puoi imparare è amare e lasciarti amare).

                                                

 mogway: Take me somewhere Nice 

 

 

 

postato da gracel alle ore 10:37 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
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