... scritta nel 1960 del cantante e compositore Bruno Martino, insieme con co-autore Bruno Brighetti: 'Estate'.
...quest' anno il mare è bellissimo ed è blu blu blu blu e... pulito pulito pulito pulito...ed Alice lo ama tanto tanto tanto...e quest'estate è la più bella estate della mia vita...
BuoNa Estate a Tutti!
'Estate'
...questo pezzo mi ricorda l'estate dei miei 17 anni.....terrazza sul mare, cuscinoni a terra, del wiscky con ghiaccio in un bicchiere da sorseggiare con una bella winston rossa, la luna che ci guarda, grande e tanto stile, un pugno di bravi amici, chet baker e tanta tranquillità nel cuore.........yeah!
Ricordi.....
Una sera, qualche anno fà, un mio caro amico di vecchia data, mi chiese di stargli vicino durante una visita di ambasciatori Cileni qui a Siracusa. Io in quel periodo facevo ancora parte di un circuito di videomakers e tra una galleria, una mostra e l'esperienza ancora fresca londinese, cercavo di dare un senso alla mia vita in perenne amore ed inquietudine con 'l'immagine in movimento' - prima del disincanto siracusano e la caduta dei miei sogni.
Quella sera ci ritrovammo seduti in un ristorante della cara vecchia Ortigia, quando ancora Ortigia sapeva di storia e di fanciulla; c'erano una gallerista, un curatore, una pittrice e due ambasciatrici, in cerca di un gemellaggio Italia- Cile con il Ministero degli Affari Esteri. Ma in quel momento l'unica cosa che ci accomunava, a parte l'amore per le arti, era la fervida attesa per la cena da 'Mariano', quando ancora il ristoratore ci sapeva fare- o forse ci sa fare anche adesso ma s'impegna solo se sei in compagnia dei suoi clienti favoriti...fatto sta che quella sera mangiammo come non mai, una della mangiate più goduriose nei miei ricordi, fra assaggi di primi piatti alle mandorle, al pistacchio, zuppe, arrosti di pesce, creme al limone, zenzero ed infine il suo liquore mozzafiato- il nettare degli dei, meglio conosciuto come Ambrosia. Quella sera ne sorseggiai qualche bicchiere in più, quando la mia tolleranza era ancora abbastanza alta per richiedere a me stessa uno sforzo d'immaginazione a riempire le serate con quella leggerezza che a mala pena ormai mi vela gli occhi. Fra una parola cilena, una italiana, una inglese e la complicità del mio amico, felici dell'armonia che si era creata attorno a quel tavolo di persone straniere, ci alzammo in direzione della bella Ortigia, che con gli occhi di Ambrosia sembrò a tutti noi come lo scenario più bello del mondo. Fra una viuzza, il mare, lo splendore dei contrasti luce- ombra, il sapore del miele in bocca ed il respiro di un cielo estivo non troppo caldo, ci dirigemmo verso le terrazze di Orfeo ed accarezzati dal mito, ci avviammo poi verso le loro dimore, di quelle per stranieri, con la vista sul mare, fra archi e limpidi spaziosi saloni. D'un tratto il curatore cileno, stordito da siffatta bellezza mediterranea e dall'Ambrosia che roteava fra i fumi di una sigaretta cilena e la musica di Astor Piazzolla, mi apparve dinanzi con un inchino galante; le sue mani presero le mie ed incominciò a farmi volteggiare. Credo di non aver mai ballato quella danza in vita mia prima d'allora ma quell'uomo, fra la fisarmonica di Piazzolla, immerso in quel paesaggio mediterraneo, l'Ambrosia e la donna siracusana, accese quel 'duende' appasionado che viveva in lui ed io, per tutto il tempo di quella musica, come una farfalla, mi trasformai in una donna cilena- argentina a baillar con il 'suo ombre'. La mia gonna creava forme insieme al mio corpo ed il suo corpo, intrecciati, fluidi come due onde del mar; fra le sue mani calde e forti e la sua destrezza nel ballo, le mie gambe si muovevano come se avessi ballato da sempre quella danza. Ero Frida, era neruda, ero marquez, ero Sepulveda, ero Solinas, ero la maja, ero colei che non conoscevo e che si era materializzata. Poi mi ritrovai con la schiena inarcata all'indietro, le sue mani lungo i miei fianchi ed il suo sapore umido sulla mia bocca...mi svegliai! La musica era finita! ... ma dov era finito il mio amico?...in disparte, a guardare, il mio amico, scioccato da quella visione così tanto appassionata mi chiese se avessi mai ballato quella danza, se avessi mai conosciuto quell'uomo prima di quella sera...
Io credo che esistano altre vite passate perchè a volte ci sono cose che ho come l' 'impressione di aver sempre conosciuto e che faccio poi con grande naturalezza, come quella danza, quel ballo appasionado...!
...una volta, per esempio, in una p.zzetta di ortigia, p.zzetta San Rocco, una sera di primavera- estate, quando l'aria è calda ma non torbida ed il cielo è sul finire del tramonto, abbracciavo il mio fidanzatino inglese mentre un gruppo di teatranti di strada si esibivano provando e giocando con i loro balocchi e la spensieratezza dei loro sogni...quando per caso i miei occhi si posarono sugli occhi di un ragazzo dai capelli lunghi e nero corvino. Notai che anche lui si soffermò e mi guardò; ricordo che provai un leggero brivido sulla pelle ed anche un certo disagio perchè era come se conoscessi da sempre quello sguardo, quegli occhi, velati di nostalgia e di rimprovero. L'ho rincontrato quello sguardo,l'ho visto da vicino, l' ho toccato, l'ho vissuto, l'ho accarezzato, l'ho baciato; è una corda dell'anima, atavica, antica, che ritorna, ogni ciclo di rinascita e morte. E' dentro di me, oltre ogni cosa ed orizzonte,oltre la vita e la morte, oltre, quello sguardo lo rincontrerò.
Un proverbio Africano dice:
Il cammino attraverso la foresta non è lungo se si ama la persona che si va a trovare.
musica: Agricantus - Carizzi R' Amuri